
La scelta tra corso di formazione ed esame pratico per la patente A non è una questione di costi, ma una decisione strategica sulla tua sicurezza e competenza futura come motociclista.
- Il risparmio economico del “fai da te” è spesso illusorio se si considerano i costi nascosti (stress, noleggio moto, rischi di bocciatura) e i pericoli legali di modifiche illegali.
- L’esame pratico, in particolare le prove a bassa velocità, valida una competenza di controllo del mezzo che il solo corso di 7 ore potrebbe non garantire allo stesso livello.
Raccomandazione: Valuta il passaggio alla patente A non come un obbligo burocratico, ma come l’opportunità per fare un “salto mentale”, investendo sulla tua abilità di guida per gestire in sicurezza potenze superiori.
Se hai la patente A2 da almeno due anni e hai compiuto i 20 anni, probabilmente ti trovi di fronte a un bivio che sembra puramente burocratico: come ottenere la patente A illimitata? La normativa recente ha introdotto la possibilità di seguire un corso di formazione di 7 ore in autoscuola, evitando l’esame pratico. L’alternativa classica, quella da privatista con esame finale alla Motorizzazione, resta valida. Molti si concentrano subito sul confronto dei costi, pensando che una soluzione sia intrinsecamente migliore dell’altra perché più economica.
Questa visione, però, è parziale e potenzialmente pericolosa. Da istruttore, vedo ogni giorno giovani motociclisti concentrati sul “pezzo di carta” e sul risparmio immediato, sottovalutando completamente cosa significhi passare da una moto limitata a 35 kW a una a piena potenza. La vera domanda non è “quale opzione costa meno?”, ma “quale percorso ti rende un motociclista più preparato, consapevole e sicuro?”. Il passaggio dalla A2 alla A non è un semplice aggiornamento sul documento, è un vero e proprio salto mentale e di competenze.
Spesso si ignorano i rischi legati a scelte affrettate: lo stress della burocrazia da privatista, le insidie di un esame sottovalutato, o, peggio ancora, le gravissime conseguenze di guidare una moto “ripotenziata” illegalmente. Questo articolo non ti dirà cosa scegliere, ma ti fornirà gli strumenti per prendere una decisione informata, analizzando non solo i costi evidenti, ma anche quelli nascosti, i rischi e le opportunità di crescita che ogni percorso offre.
Per aiutarti a navigare tra queste opzioni complesse, abbiamo strutturato questa guida per affrontare punto per punto tutti gli aspetti che devi considerare. Analizzeremo insieme i dettagli tecnici, i costi reali, i rischi legali e i consigli pratici per fare di questo passaggio un vero momento di crescita nella tua vita da motociclista.
Sommario: La tua guida completa al passaggio da patente A2 ad A
- Perché 35 kW è il numero magico per i neopatentati A2 ?
- Come superare la prova del “lento” senza mettere il piede a terra ?
- Risparmiare 300 € da privatista vale lo stress burocratico della prenotazione ?
- L’errore di guidare una moto depotenziata solo a libretto ma non nella realtà
- Quando noleggiare una moto specifica facilita il superamento della prova pratica
- A quale età e con quali supporti è legale portare un bambino passeggero ?
- L’errore di “pinzare” troppo forte che causa il 60% delle cadute banali
- Acquistare moto usata o nuova con un budget di 5000 € ?
Perché 35 kW è il numero magico per i neopatentati A2 ?
Prima di pensare alla patente A, è fondamentale capire il senso della A2. Il limite di 35 kW (pari a 47,6 CV) non è un numero casuale, ma una soglia di potenza studiata a livello europeo per creare un percorso di apprendimento progressivo. È una potenza sufficiente per divertirsi e viaggiare, ma abbastanza gestibile da perdonare gli errori tipici di chi non ha ancora migliaia di chilometri alle spalle. La regola impone anche un altro vincolo cruciale: un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg. Questo impedisce di guidare moto leggerissime e super performanti, anche se entro i 35 kW, spingendo verso un’esperienza di guida più equilibrata.
Esistono due tipi di moto A2: quelle “native”, come una Honda CB500F che nasce con esattamente 35 kW, e quelle “depotenziate”. Queste ultime sono moto di cilindrata maggiore, la cui potenza originale non supera i 70 kW, che vengono limitate elettronicamente o meccanicamente. Un esempio classico è la Yamaha MT-07, che passa da 54 kW a 35 kW. Sebbene la potenza massima sia la stessa, la moto depotenziata, secondo i dati del mercato italiano 2024, offre spesso una coppia e un’erogazione più corpose ai bassi e medi regimi, grazie al motore di cubatura maggiore. Guidare una moto A2 per due anni significa quindi imparare a gestire l’acceleratore, a capire le reazioni di un telaio e a sviluppare automatismi in un contesto di “potenza controllata”. È la palestra obbligatoria prima del grande salto.
Comprendere questo concetto è il primo passo del “salto mentale” necessario. La patente A2 non è una punizione, ma una fase di addestramento fondamentale. Arrivare a desiderare la patente A senza aver interiorizzato le logiche di controllo e gestione che la A2 insegna significa esporsi a rischi inutili. La potenza illimitata non è solo un numero più alto sul libretto, ma una responsabilità che richiede una maturità di guida ben precisa.
Come superare la prova del “lento” senza mettere il piede a terra ?
Se opti per l’esame pratico, la prova che terrorizza di più è il cosiddetto “percorso lento”. Si tratta di uno slalom tra cinque coni posti a 4,5 metri l’uno dall’altro, da percorrere a bassissima velocità senza mai appoggiare il piede. Questa prova non è un sadico esercizio di stile, ma il test definitivo della tua capacità di controllare la moto in situazioni di equilibrio precario, come nel traffico congestionato. È la dimostrazione pratica della “competenza reale” di cui parlavamo.
Il segreto non è nella forza, ma nella coordinazione fine tra tre comandi: frizione, acceleratore e freno posteriore. Molti commettono l’errore di concentrarsi solo sullo sterzo, ma è impossibile riuscire senza una gestione millimetrica della trazione. La tecnica corretta prevede di tenere la frizione al “punto di stacco”, dosando un filo di gas costante e modulando la velocità quasi esclusivamente con il freno posteriore. Quest’ultimo stabilizza la moto e permette di chiudere le curve più strette senza perdere l’equilibrio. Lo sguardo è altrettanto fondamentale: mai guardare il cono davanti a te, ma sempre quello successivo o l’uscita del percorso. Il corpo deve essere rilassato, con le braccia leggermente flesse per non irrigidire lo sterzo.

Questo tipo di abilità non si improvvisa. Richiede ore di pratica in un piazzale, idealmente sotto la supervisione di un istruttore che possa correggere la postura e la tecnica. Qui emerge la prima, grande differenza tra l’esame e il corso di 7 ore: l’esame *certifica* questa abilità in modo oggettivo. Il corso la insegna, ma senza la pressione di una valutazione finale, la dedizione all’apprendimento di questi dettagli tecnici potrebbe essere inferiore. Superare il percorso lento significa dimostrare di essere padrone del mezzo, non solo capace di andare dritto.
Risparmiare 300 € da privatista vale lo stress burocratico della prenotazione ?
L’argomento principale a favore della scelta “da privatista” è quasi sempre il costo. L’idea di risparmiare centinaia di euro rispetto all’iscrizione in autoscuola è allettante, specialmente a 20 anni. Ma questo risparmio è reale o è un'”economia illusoria”? Analizziamo i numeri nel dettaglio. Prepararsi da privatista significa gestire in autonomia tutta la burocrazia: pagare i bollettini postali (modello 9001 e 4028), prenotare la visita medica presso l’ASL o un medico abilitato, e soprattutto, presentare l’istanza di esame alla Motorizzazione Civile, sperando di trovare uno slot disponibile in tempi ragionevoli.
A questo si aggiunge un costo spesso sottovalutato: il noleggio della moto per l’esame. Devi trovare una moto a marce con cilindrata di almeno 600cc e potenza di almeno 50 kW, e fartela portare sul luogo dell’esame da qualcuno con la patente A. Un costo che si aggira facilmente sui 100-150€. L’autoscuola, invece, offre un pacchetto “all-inclusive” che copre burocrazia, lezioni e uso della moto. Vediamo un confronto realistico dei costi, basato su un’analisi dettagliata dei prezzi medi in Italia.
| Voce di spesa | Privatista | Autoscuola |
|---|---|---|
| Iscrizione e bollettini | €58,40 | Incluso |
| Certificato medico | €46-66 | €46-66 |
| Teoria e materiali | €30 (libro) | €400-500 |
| Guide pratiche (6 ore min.) | €300 | €240-360 |
| Noleggio moto esame | €100-150 | Incluso |
| Gestione pratica | Autonoma | €150-250 |
| TOTALE | €534-604 | €836-1176 |
Come mostra la tabella, il risparmio netto, considerando tutto, si riduce a circa 300-400€. A questo punto devi chiederti: questo importo vale il tempo perso in code agli sportelli, lo stress di trovare una data per l’esame e l’incertezza di usare una moto che non conosci alla perfezione il giorno della prova? Esiste anche un’opzione ibrida: preparare la teoria da privatista e poi iscriversi in autoscuola solo per le guide e l’esame pratico, con una spesa media di circa 650€. Spesso, il supporto di un istruttore che conosce il percorso d’esame e le “fisse” degli esaminatori vale più del risparmio economico. È un perfetto esempio di rischio calcolato contro risparmio illusorio.
L’errore di guidare una moto depotenziata solo a libretto ma non nella realtà
Parliamo ora dell’elefante nella stanza, l’errore più grave che un neopatentato possa commettere: il “ripotenziamento illegale”. La tentazione è forte: hai una moto come la MT-07, depotenziata a 35 kW, e sai che basterebbe un piccolo intervento in officina per liberare tutti i suoi 54 kW. Continueresti a guidare con la tua patente A2, ma con una moto full power. Sembra una scorciatoia furba, ma è un biglietto di sola andata per un disastro legale e finanziario.
Le conseguenze sono pesantissime. Se vieni fermato a un controllo, guidare un veicolo per cui non si ha l’abilitazione (la tua patente A2 non copre quella potenza) comporta, secondo l’articolo 116 del Codice della Strada, una multa da 1.021 € a 4.084 € e la sospensione della patente da quattro a otto mesi. Questo significa dire addio alla moto per quasi un anno e affrontare una spesa enorme. Ma il vero incubo si materializza in caso di incidente, anche uno banale di cui non hai colpa. La compagnia assicurativa, prima di pagare, invierà un perito a controllare il veicolo. Se scopre che la moto è stata illegalmente ripotenziata, la frittata è fatta.
In questa situazione, l’assicurazione applicherà il cosiddetto “diritto di rivalsa”. Pagherà i danni alla controparte, ma poi si rivarrà su di te, chiedendoti di restituire l’intera somma, che può ammontare a decine o centinaia di migliaia di euro in caso di lesioni a persone. Come sottolinea un’analisi legale del settore:
In caso di incidente con moto illegalmente ripotenziata, l’assicurazione può esercitare il diritto di rivalsa, lasciando il conducente totalmente scoperto per danni a terzi
– Studio Legale Lavoro Spoltore, Analisi normativa patenti moto 2025
Rischiare la rovina finanziaria per avere qualche cavallo in più prima del tempo è la definizione stessa di “risparmio illusorio”. La strada legale, che sia tramite esame o corso, è l’unica scelta intelligente e responsabile.
Quando noleggiare una moto specifica facilita il superamento della prova pratica
Se hai scelto la via dell’esame pratico, la moto che userai il giorno della prova diventa una variabile fondamentale. Se non possiedi già una moto adatta (almeno 600cc e 50 kW), dovrai noleggiarla. Ma anche se ne possiedi una, non è detto che sia la scelta migliore. Moto molto potenti, pesanti o con un raggio di sterzata limitato possono trasformare il percorso lento in un incubo. Una maxi-enduro o una super-sportiva sono tecnicamente conformi, ma terribilmente inadatte.
Qui entra in gioco una strategia intelligente: il noleggio mirato. Molte autoscuole o servizi specializzati offrono a noleggio le “moto-esame” per eccellenza: naked medie come la Kawasaki Z650 o la Honda CB650R. Questi modelli rappresentano il compromesso ideale: sono abbastanza potenti da soddisfare i requisiti di legge, ma rimangono relativamente leggere, agili, con un ampio angolo di sterzo e una sella bassa che permette di toccare bene a terra, infondendo sicurezza. Usare una di queste moto, magari dopo averci fatto un paio d’ore di pratica, aumenta drasticamente le probabilità di successo.
Il costo del noleggio (100-150€) non va visto come una spesa, ma come un investimento. È un “rischio calcolato”: spendi una cifra modesta per massimizzare le chance di passare al primo colpo, evitando i costi e lo stress di una seconda prenotazione e di un altro esame. Presentarsi con la moto “sbagliata” per risparmiare sul noleggio è una delle cause più comuni di bocciatura. L’esaminatore non giudica solo la tua abilità, ma la tua capacità di controllo del veicolo specifico che stai guidando. Facilitarti il compito con una moto docile e maneggevole è una scelta da motociclista maturo, non da principiante.
A quale età e con quali supporti è legale portare un bambino passeggero ?
Ottenere la patente A illimitata non significa solo poter guidare moto più potenti, ma anche assumersi nuove responsabilità. Una delle più importanti è la possibilità di trasportare un passeggero, a volte anche un bambino. È un’esperienza meravigliosa, ma che richiede il rispetto assoluto delle regole per garantire la massima sicurezza. Il “salto mentale” di cui parliamo si manifesta anche qui: la tua priorità non è più solo la tua incolumità, ma anche quella di chi si affida a te.
Il Codice della Strada italiano è molto chiaro. L’articolo 170 stabilisce che un bambino può essere trasportato come passeggero su un motociclo solo se ha compiuto i 5 anni di età. Ma l’età non è l’unico requisito. Il bambino deve essere seduto in modo stabile ed equilibrato, su un seggiolino omologato se necessario, e deve essere in grado di raggiungere con i piedi le pedane poggiapiedi. Se i piedi non arrivano, è un chiaro segnale che non è ancora pronto. Inoltre, la moto deve essere omologata per il trasporto del passeggero, come indicato sulla carta di circolazione.
L’equipaggiamento è un altro punto non negoziabile. Il bambino deve indossare un casco omologato della sua taglia, non un casco da adulto troppo grande che rischia di sfilarsi in caso di caduta. È fondamentale investire in abbigliamento tecnico specifico per bambini, che oggi è facilmente reperibile. Per un genitore motociclista, garantire la sicurezza del proprio figlio è il primo dovere.
Checklist di sicurezza per il trasporto di un bambino in moto
- Verificare l’età minima: Il passeggero deve avere compiuto 5 anni (Art. 170 CdS).
- Controllare l’equipaggiamento: Assicurarsi che il bambino indossi un casco omologato della sua taglia e abbigliamento tecnico adeguato.
- Valutare la postura: Il bambino deve sedere stabilmente e raggiungere le pedane con i piedi. Se necessario, utilizzare un seggiolino omologato.
- Verificare l’omologazione del veicolo: Controllare che la carta di circolazione della moto preveda il posto per il passeggero.
- Effettuare un adattamento graduale: Iniziare con brevi tragitti a bassa velocità per abituare sia il pilota che il piccolo passeggero.
L’errore di “pinzare” troppo forte che causa il 60% delle cadute banali
Passare a una moto con patente A significa gestire non solo più cavalli, ma anche impianti frenanti più performanti. Spesso si tratta di un doppio disco anteriore con pinze radiali, capaci di una potenza di arresto impressionante. Questa maggior efficacia, se non gestita con la giusta sensibilità, diventa la causa principale di cadute a bassa velocità o in situazioni di panico. L’errore classico è “pinzare” la leva del freno anteriore con troppa forza, causando il bloccaggio della ruota e una quasi inevitabile scivolata.
La “competenza reale” di un motociclista con patente A si vede proprio qui: nella capacità di frenare forte, ma in modo progressivo e modulato. Bisogna imparare a usare due dita sulla leva, non quattro, e ad applicare una pressione crescente, sentendo la forcella affondare e il peso trasferirsi sull’anteriore. Il freno posteriore, spesso trascurato, è un alleato prezioso per stabilizzare la moto e iniziare la frenata in modo più equilibrato, prima di applicare la forza maggiore davanti. La prova di frenata d’emergenza dell’esame pratico (arresto da 50 km/h in uno spazio definito) serve proprio a testare questa abilità.
Un aspetto interessante è che il corso di formazione di 7 ore, pur essendo valido, potrebbe trattare questo aspetto fondamentale in modo più superficiale rispetto alla preparazione mirata per un esame. Durante il corso, l’istruttore deve coprire vari argomenti, e il tempo dedicato agli esercizi specifici di frenata di emergenza può essere limitato. Chi prepara l’esame, invece, passa ore a ripetere quella singola manovra fino alla perfezione. Indipendentemente dal percorso scelto, è cruciale indossare sempre l’abbigliamento tecnico completo, incluso un paraschiena omologato, perché l’errore è sempre dietro l’angolo, specialmente durante l’apprendimento.
Punti chiave da ricordare
- La scelta tra corso ed esame per la patente A non è solo economica, ma un bivio che definisce il tuo livello di competenza e sicurezza futura.
- La maestria tecnica, testata da prove come il percorso lento e la frenata d’emergenza, è un patrimonio di sicurezza che vale più di qualsiasi risparmio immediato.
- Il ripotenziamento illegale di una moto è un rischio enorme: le sanzioni sono severe e le conseguenze assicurative in caso di incidente possono essere finanziariamente devastanti.
Acquistare moto usata o nuova con un budget di 5000 € ?
Una volta ottenuta la tanto desiderata patente A, arriva il momento più emozionante: la scelta della prima moto “da grandi”. Con un budget tipico per un giovane motociclista, attorno ai 5000€, si apre il classico dilemma: meglio una moto nuova di media cilindrata o una usata più potente e prestigiosa? Applicando la mentalità del “rischio calcolato” e non del “risparmio illusorio”, la decisione diventa più chiara.
L’acquisto di una moto nuova offre vantaggi innegabili: garanzia del costruttore di almeno 2 anni, nessuna usura pregressa e la certezza di avere un mezzo meccanicamente perfetto. Tuttavia, con 5000€, la scelta si limita a modelli di cilindrata contenuta. Una moto usata, invece, apre le porte a un mondo di opzioni ben più potenti e performanti, moto che da nuove costerebbero quasi il doppio. Il rovescio della medaglia è l’incertezza: manutenzione passata sconosciuta, possibili problemi nascosti e costi di gestione potenzialmente più alti. Per fare una scelta razionale, bisogna guardare al Costo Totale di Possesso (TCO) su un orizzonte di, ad esempio, 3 anni.
| Parametro | Nuova €5000 | Usata €4500 |
|---|---|---|
| Prezzo acquisto | €5000 | €4500 |
| Svalutazione (3 anni) | -€1500 | -€900 |
| Manutenzione ordinaria | €600 | €900 |
| Manutenzione straordinaria | €0 | €800-1200 |
| Garanzia | 2 anni inclusa | Nessuna/limitata |
| Valore residuo | €3500 | €3600 |
| Costo effettivo totale | €2100 | €2600-3000 |
Come evidenziato, una moto usata, pur costando meno all’acquisto, può rivelarsi più onerosa nel lungo periodo a causa della manutenzione straordinaria e ordinaria più frequente. La scelta di una “moto-ponte” usata ideale per il passaggio da A2 ad A dovrebbe cadere su modelli noti per la loro affidabilità, come una Yamaha MT-07, una Honda CB650R o una Suzuki SV650 con pochi anni e chilometri certificati. Questi modelli offrono un eccellente equilibrio tra prestazioni, gestibilità e costi di manutenzione ragionevoli.
Domande frequenti su Dalla patente A2 alla A illimitata: esame pratico o corso di formazione ?
Qual è la differenza di spazio di frenata tra una moto A2 e una A?
Una moto A illimitata, spesso dotata di un impianto frenante superiore come un doppio disco anteriore, può avere uno spazio di frenata inferiore del 20-30% rispetto a una moto A2. Tuttavia, questa maggiore potenza richiede una sensibilità di modulazione molto più elevata da parte del pilota per evitare pericolosi bloccaggi della ruota anteriore.
Il Cornering ABS è standard sulle moto per patente A?
No, il Cornering ABS, che ottimizza la frenata anche in curva, non è uno standard su tutte le moto per patente A. È una dotazione di sicurezza avanzata presente principalmente su modelli recenti e di fascia medio-alta. Molte moto usate, specialmente quelle più economiche, ne sono sprovviste, aumentando il rischio in caso di frenate improvvise a moto piegata.
Come praticare la frenata di emergenza durante il corso di 7 ore?
Dato che il tempo è limitato, è fondamentale essere proattivi. Devi richiedere esplicitamente al tuo istruttore di dedicare almeno una o due delle sette ore previste a esercizi specifici di frenata. Chiedi di praticare sia la frenata progressiva e modulata, sia la frenata di emergenza da diverse velocità, per sviluppare la sensibilità e gli automatismi corretti.