
La bocciatura in revisione per una moto modificata non è una lotteria, ma la conseguenza di errori specifici che un tecnico individua in pochi secondi.
- Lo scarico aftermarket, anche se omologato, viene bocciato se il DB killer è assente o il rumore supera i valori a libretto.
- Frecce a LED, portatarga inclinati e fari non conformi sono causa di fallimento immediato per non aderenza alle norme costruttive.
- Le emissioni fuori norma, spesso dovute a un catalizzatore esausto, vengono rilevate impietosamente dall’analizzatore di gas.
Raccomandazione: Non presentarti alla revisione sperando nella fortuna. Applica un metodo di controllo preventivo basato sulla logica del revisore per identificare e risolvere i problemi prima che lo faccia lui.
Da responsabile tecnico di un centro revisioni, vedo passare centinaia di moto ogni mese. E ogni mese, vedo le stesse scene: proprietari di moto stupende, spesso modificate con passione, che escono con un foglio di “RESPINTO”. La frustrazione è palpabile, ma la verità è una: la revisione non è un’opinione. È un esame tecnico basato su parametri oggettivi, e l’errore più grande che puoi fare è pensare di “ingannare” il sistema. Chi ha una moto customizzata, magari con uno scarico sportivo o frecce minimal, vive con l’ansia di questo appuntamento biennale, temendo di dover smontare tutto.
Il consiglio generico è sempre quello di “rimontare i pezzi originali”. Utile, ma non sempre necessario e spesso frustrante. La vera chiave per superare la revisione non è ripristinare la moto come uscita dalla fabbrica, ma capire la logica del revisore. Non ci interessa penalizzare la tua personalizzazione; il nostro compito è verificare che ogni modifica rispetti dei limiti precisi imposti dal Codice della Strada per la sicurezza di tutti. Dallo scarico che “canta” un po’ troppo alle lampadine a LED montate su un faro che non le supporta, ogni bocciatura ha una causa tecnica specifica.
In questo articolo non ti darò la solita lista di controlli generici. Ti porterò dall’altra parte del banco. Ti spiegherò non solo *cosa* guardiamo, ma *come* lo misuriamo e *perché* una modifica apparentemente innocua rappresenta un “punto di rottura” invalicabile. Analizzeremo i problemi più comuni legati allo scarico, che da solo è responsabile di una fetta enorme di bocciature, per poi passare agli altri elementi critici come l’impianto luci, i freni e le “trappole burocratiche” legate ai documenti. L’obiettivo è darti gli strumenti per fare un’autodiagnosi spietata ma efficace, per arrivare al giorno della revisione preparato e sicuro di te, non con la speranza di essere fortunato.
Questo articolo è strutturato per analizzare punto per punto i controlli più critici della revisione moto. Scoprirai la logica tecnica dietro ogni verifica, dagli scarichi alle luci, per affrontare l’esame con competenza e senza sorprese.
Sommario: Guida completa ai controlli della revisione moto
- Come verificare se il tuo scarico aftermarket rientra nei limiti dei decibel ?
- Come rimontare portatarga e frecce originali in meno di un’ora ?
- Rulli o prova su strada: come viene testata la frenata della tua moto ?
- L’errore di circolare con revisione scaduta che comporta il fermo del mezzo
- Quando è necessario aggiornare la carta di circolazione per evitare bocciature
- Il catalizzatore intasato riduce le prestazioni: si può pulire o va cambiato ?
- Lampadine LED su faro alogeno: quando è legale e quando acceca gli altri ?
- 5 controlli di manutenzione ordinaria da fare ogni sabato mattina in 10 minuti
Come verificare se il tuo scarico aftermarket rientra nei limiti dei decibel ?
Parliamoci chiaro: lo scarico è il primo indiziato. Appena la moto entra nel centro revisioni, il mio orecchio è già sintonizzato. Uno scarico aftermarket può essere perfettamente legale, a patto che rispetti due condizioni non negoziabili: l’omologazione specifica per il tuo modello di moto e il rispetto dei limiti di rumorosità indicati sulla carta di circolazione. Il certificato di omologazione cartaceo, che devi sempre portare con te, non basta. Deve essere accompagnato dalla targhetta con il codice di omologazione stampigliata sul corpo del silenziatore. Se manca o non è leggibile, la bocciatura è automatica, senza nemmeno accendere il motore.
Ma il vero test del nove è la prova fonometrica. Non ci basiamo sull’orecchio, ma su uno strumento: il fonometro. La procedura è standardizzata: posizioniamo il microfono a 50 cm dal terminale di scarico, con un’inclinazione di 45 gradi, e misuriamo i decibel al regime di giri specificato sul libretto. Per la maggior parte delle moto, il limite si aggira tra i 90 e i 95 dB, ma il valore esatto a cui dobbiamo attenerci è quello scritto sulla tua carta di circolazione al campo U.1. È un dato oggettivo, un “punto di rottura” netto. Se il tuo scarico ha il DB killer amovibile, deve essere installato e bloccato (ad esempio con un punto di saldatura o un rivetto), altrimenti è considerato non conforme. La normativa generale prevede limiti di rumorosità più bassi, circa 77-80 dB per moto sopra i 175cc secondo vecchie direttive, ma in sede di revisione fa fede solo il dato a libretto.
L’errore più comune è pensare che “omologato” significhi “sempre legale”. Un silenziatore omologato a cui è stato rimosso o modificato il DB killer non è più conforme. Durante il test, sentiamo immediatamente se il suono è troppo “aperto” e la misurazione lo conferma. Non c’è margine di interpretazione. Se il valore sul display del fonometro supera quello sul libretto anche di un solo decibel, l’esito è negativo.
Quindi, prima di presentarti, assicurati che il DB killer sia saldamente al suo posto e che il codice di omologazione sullo scarico sia leggibile e corrisponda al certificato che tieni insieme ai documenti della moto.
Come rimontare portatarga e frecce originali in meno di un’ora ?
Il secondo punto critico è l’estetica del posteriore: portatarga e indicatori di direzione. Molti motociclisti sostituiscono i componenti originali, spesso ingombranti, con soluzioni più snelle e aggressive. Questa è una delle modifiche che individuiamo a colpo d’occhio. Il problema non è la sostituzione in sé, ma il rispetto delle norme del Codice della Strada. Per il portatarga, la regola chiave è l’inclinazione: la placca non deve essere inclinata più di 30 gradi rispetto alla verticale. Un portatarga “a ruota” o eccessivamente inclinato rende la targa illeggibile e comporta una bocciatura certa, oltre a una sanzione specifica in caso di controllo su strada.
Per le frecce, la questione è più complessa. Le frecce aftermarket, specialmente quelle a LED, devono riportare la marcatura di omologazione europea (una “E” seguita da un numero in un cerchio) e la categoria di appartenenza (11 per le anteriori, 12 per le posteriori). La loro installazione, in teoria, richiederebbe l’aggiornamento della carta di circolazione, una “trappola burocratica” che pochi conoscono. Circolare con frecce e portatarga non originali può costare caro, con sanzioni che arrivano fino a 370 euro secondo l’art. 78 del CdS.
Questa è una preparazione cruciale per la revisione, un piccolo kit con gli attrezzi giusti può fare la differenza tra passare e fallire.

Dato il rischio, la soluzione più sicura e veloce prima della revisione è spesso quella di rimontare i componenti originali. L’operazione richiede in genere meno di un’ora. Si tratta di svitare il portatarga aftermarket, scollegare i cablaggi delle frecce (spesso tramite connettori rapidi) e ripristinare il blocco originale. È un piccolo sforzo che elimina ogni dubbio e garantisce il superamento del controllo visivo su questi elementi. Ricorda: il nostro obiettivo è verificare la conformità, non giudicare il tuo gusto estetico. Un posteriore originale è la via più diretta per un esito positivo.
La legge è complessa e varia a seconda del componente. Questo schema chiarisce i punti fondamentali.
| Componente | Aftermarket omologato | Necessita aggiornamento libretto | Rischio sanzione |
|---|---|---|---|
| Frecce | Sigla E + numero | Teoricamente sì | Art. 78 – 370€ |
| Portatarga | Non richiesta omologazione | No se rispetta inclinazione | Art. 100 – 74€ se troppo inclinato |
| Specchietti | Sigla E3 | Teoricamente sì | Art. 78 – 370€ |
| Scarico | Certificato omologazione | No se omologato per il modello | Art. 78 se non omologato |
Conservare i pezzi originali e saperli rimontare rapidamente è un’abilità fondamentale per ogni motociclista che ama personalizzare il proprio mezzo senza incorrere in problemi legali.
Rulli o prova su strada: come viene testata la frenata della tua moto ?
La prova di frenata è uno dei momenti più temuti, ma anche qui, la procedura è puramente scientifica. Dimentica la prova su strada: la frenata viene testata su un banco prova freni a rulli. Questo strumento non lascia spazio a interpretazioni. La moto viene posizionata con una ruota alla volta sui rulli, che la fanno girare a una velocità costante e ridotta. A un mio segnale, dovrai azionare il freno corrispondente (prima l’anteriore, poi il posteriore) con la massima forza possibile. Il banco non mente: misura con precisione la forza frenante massima espressa in Newton (N) e calcola l’efficienza di frenata in percentuale rispetto al peso della moto, che viene misurato dagli stessi rulli.
Oltre alla potenza pura, il banco rileva altri due parametri fondamentali. Il primo è l’ovalizzazione dei dischi: se un disco è deformato, la forza frenante applicata non sarà costante durante la rotazione della ruota. Il computer del banco rileva questa fluttuazione e, se supera una certa soglia, segnala un’anomalia che porta alla bocciatura. Il secondo è la resistenza al rotolamento, che verifica che la ruota giri liberamente senza trascinamenti anomali quando i freni non sono azionati. Un pistoncino di una pinza bloccato, ad esempio, verrebbe immediatamente scoperto.
Molti si concentrano solo sull’usura delle pastiglie, ma il test è molto più completo. Un liquido freni vecchio e scuro, che ha assorbito umidità, riduce l’efficacia dell’impianto. Tubi freno screpolati o che si “gonfiano” sotto pressione disperdono parte della forza applicata alla leva. Il banco misura il risultato finale: se l’efficienza è bassa, la causa può essere una di queste. Non basta che la moto “freni bene” nella guida di tutti i giorni; deve raggiungere specifici standard di efficienza e uniformità che solo un test strumentale può certificare.
Piano d’azione: preparare la moto al test dei freni
- Ispezione visiva: Controlla lo stato di usura delle pastiglie dei freni e lo spessore dei dischi. Cerca eventuali solchi profondi o crepe.
- Controllo liquidi: Verifica il livello del liquido freni nelle vaschette. Il colore deve essere chiaro; se è molto scuro, è ora di sostituirlo.
- Verifica tubazioni: Ispeziona attentamente i tubi dei freni per individuare eventuali perdite, crepe o rigonfiamenti anomali.
- Riscaldamento componenti: Prima di entrare nel centro revisioni, effettua un paio di frenate decise e sicure per pulire la superficie di dischi e pastiglie da eventuali ossidazioni e portarli in temperatura.
- Controllo leve e pedali: Assicurati che le leve del freno al manubrio e il pedale del freno posteriore non siano piegati, danneggiati o abbiano un gioco eccessivo.
Affrontare il test dei freni con un impianto in perfetta efficienza, dal liquido alle pastiglie, è l’unico modo per garantire che i numeri mostrati dal banco siano ampiamente entro i limiti di legge.
L’errore di circolare con revisione scaduta che comporta il fermo del mezzo
Questo non è un problema tecnico della moto, ma un errore amministrativo del proprietario che ha conseguenze pesantissime. Circolare con la revisione scaduta è una delle infrazioni più severe che puoi commettere. Non si tratta solo di una multa. Se vieni fermato da una pattuglia, la sanzione è immediata. Secondo l’articolo 80 del Codice della Strada, la multa va da 173 a 694 euro, una cifra che raddoppia se hai saltato più di una revisione. Ma il vero problema è un altro: il veicolo viene sospeso dalla circolazione.
Cosa significa “sospeso”? Significa che puoi usare la moto solo per recarti a un centro revisioni per regolarizzare la tua posizione. La carta di circolazione viene annotata e non puoi circolare liberamente. Ignorare questo divieto è un errore fatale. La sanzione per chi circola durante il periodo di sospensione è devastante, come sottolinea la guida di Revisione Auto EU:
Se continui a circolare con la moto anche nel periodo di sospensione, rischi un’ulteriore multa che va da 1.998,00 a 7.993,00 Euro oltre al fermo amministrativo del mezzo per 90 giorni.
– Revisione Auto EU, Guida alle sanzioni per revisione moto
Oltre al fermo, c’è un’altra conseguenza nascosta e potenzialmente disastrosa: l’assicurazione. In caso di incidente con colpa mentre guidi un veicolo non revisionato, la compagnia assicurativa pagherà i danni alla controparte, ma quasi certamente si avvarrà del diritto di rivalsa. Questo significa che ti chiederà di restituire l’intera somma pagata. Un piccolo incidente può trasformarsi in un debito di migliaia di euro. Dimenticare la scadenza della revisione non è una semplice svista, è un rischio finanziario e legale che nessun motociclista dovrebbe mai correre.
La puntualità con la revisione non è solo un obbligo di legge, ma una fondamentale forma di autotutela. Imposta un promemoria sul calendario e non pensarci più.
Quando è necessario aggiornare la carta di circolazione per evitare bocciature
Ecco una delle “trappole burocratiche” più comuni in cui cadono i motociclisti. La domanda è sempre la stessa: “Ho montato un pezzo aftermarket omologato, devo aggiornare il libretto?”. La risposta, purtroppo, non è sempre semplice. La regola generale, secondo l’articolo 78 del Codice della Strada, è che ogni modifica alle caratteristiche costruttive o funzionali del veicolo richiede visita e prova presso la Motorizzazione Civile e il conseguente aggiornamento della carta di circolazione. Questo, in teoria, si applicherebbe a specchietti, frecce, e manubri diversi dagli originali, anche se omologati.
Tuttavia, esiste una zona grigia tollerata nella pratica, specialmente per componenti come gli specchietti. Ma per altri, come lo scarico, le regole sono più specifiche. Una buona notizia per i possessori di scarichi aftermarket è che se il terminale è omologato specificamente per il tuo modello di moto e rispetta i limiti di dB a libretto, non è necessario aggiornare la carta di circolazione. Questo perché il silenziatore è considerato un pezzo soggetto a usura con una vita utile inferiore a quella del veicolo. L’importante è avere sempre con sé il certificato di omologazione fornito dal produttore dello scarico.
I documenti della moto, inclusi i certificati di omologazione dei componenti, sono importanti tanto quanto la meccanica del veicolo durante un controllo.

Dove invece l’aggiornamento diventa indispensabile è in caso di modifiche strutturali o che alterano le dimensioni fondamentali del veicolo. L’esempio più classico è la variazione della misura degli pneumatici. Montare gomme di misura diversa da quelle indicate sulla carta di circolazione è illegale e porta a una bocciatura immediata in sede di revisione. In questo caso, l’unica via è richiedere il nulla osta alla casa madre della moto e procedere con visita e prova in Motorizzazione per far trascrivere le nuove misure a libretto. Confondere una modifica permessa con una che richiede un aggiornamento documentale è un errore che costa tempo e denaro.
Prima di montare un qualsiasi pezzo non originale, informati sempre sulla documentazione richiesta. A volte, un certificato di omologazione è il tuo unico lasciapassare per superare la revisione.
Il catalizzatore intasato riduce le prestazioni: si può pulire o va cambiato ?
Dopo il rumore, l’altro grande controllo che riguarda l’impianto di scarico è l’analisi dei gas. Qui entra in gioco un componente spesso trascurato: il catalizzatore. Il suo compito è trasformare le sostanze nocive prodotte dalla combustione (come il monossido di carbonio, CO) in composti meno dannosi. Con il tempo e i chilometri, il catalizzatore può intasarsi o esaurirsi, perdendo la sua efficacia. Questo non solo danneggia l’ambiente, ma ha due conseguenze dirette che rileviamo in revisione: un aumento delle emissioni e un calo delle prestazioni della moto.
Il test è rapido e spietato. Inseriamo una sonda nel terminale di scarico e l’analizzatore di gas misura in pochi secondi la percentuale di monossido di carbonio (CO) emessa al regime minimo. Per quasi tutti i motocicli, la legge impone un limite tassativo: non si deve superare il massimo del 4,5% di CO al minimo. Se il tuo catalizzatore è inefficiente, questo valore schizza verso l’alto e la bocciatura è inevitabile. Un motore che “gira grasso” (con una carburazione troppo ricca) può contribuire al problema, ma spesso la colpa è proprio del catalizzatore.
I sintomi di un catalizzatore alla fine della sua vita sono subdoli ma riconoscibili: una perdita di potenza specialmente agli alti regimi, come se il motore fosse “soffocato”, un surriscaldamento anomalo della parte bassa dello scarico, e talvolta un odore sgradevole simile a uova marce. Molti si chiedono se sia possibile pulirlo. La risposta è quasi sempre no. I tentativi di pulizia con additivi o metodi meccanici sono palliativi di breve durata. Quando un catalizzatore è esaurito, l’unica soluzione definitiva per rientrare nei limiti di emissione e ripristinare le prestazioni originali è la sostituzione. È una spesa, ma è l’unica via per superare il test dei gas di scarico.
Ignorare la salute del catalizzatore significa non solo rischiare la bocciatura, ma anche guidare una moto meno performante e più inquinante. La sua sostituzione è un investimento sulla salute del motore e sul superamento della revisione.
Lampadine LED su faro alogeno: quando è legale e quando acceca gli altri ?
L’illuminazione è un capitolo fondamentale per la sicurezza e, di conseguenza, un punto di controllo severissimo in revisione. La tentazione di sostituire le vecchie lampadine alogene con moderni kit LED “retrofit” è forte: promettono più luce e un look più moderno. Purtroppo, questa è una delle cause di bocciatura più frequenti e meno comprese. Il problema non è la lampadina a LED in sé, ma l’accoppiata con un faro progettato per lampade alogene.
La parabola riflettente e la lente di un faro alogeno sono calcolate al millimetro per lavorare con la posizione e la forma del filamento di una lampadina tradizionale. Questo permette di creare un fascio luminoso preciso, con una netta linea di demarcazione superiore (il cosiddetto “cut-off”) che evita di abbagliare i veicoli che provengono dalla direzione opposta. Quando si installa una lampadina a LED, che ha una forma e una disposizione delle sorgenti luminose completamente diversa, questa geometria viene distrutta. Il risultato è un fascio luminoso diffuso, incontrollato e terribilmente abbagliante. Come revisori, lo notiamo immediatamente proiettando il faro sul nostro strumento di controllo, il centrafari. Se la linea di cut-off è assente o indefinita, la bocciatura è garantita.
Come sapere se la tua moto può montare i LED? Devi guardare i codici di omologazione stampigliati direttamente sul vetro o sulla plastica del faro. Questi codici indicano per quale tipo di lampadina è stato progettato.
| Codice sul faro | Tipo lampadina consentita | LED retrofit ammesso |
|---|---|---|
| HC/HCR | Solo alogene | No |
| HR | Solo alogene | No |
| DC/DCR | Xenon omologate | No |
| LED | LED di serie | Solo ricambi originali |
Come mostra la tabella, se il tuo faro riporta sigle come HC, HR o HCR, è omologato esclusivamente per lampade alogene. Installare un kit LED, anche se la lampadina stessa è di alta qualità, rende il veicolo non conforme. L’unica via legale per avere fari a LED è sostituire l’intero gruppo ottico con un’unità aftermarket omologata specificamente per i LED e per il tuo modello di moto, oppure avere una moto che li monta di serie.
Prima di acquistare un kit LED, controlla i codici sul tuo faro. Potresti risparmiarti una spesa inutile, una bocciatura sicura e, soprattutto, il rischio di abbagliare pericolosamente gli altri utenti della strada.
Da ricordare
- La revisione non è un’opinione: ogni controllo si basa su dati misurabili (dB, % CO, efficienza frenante).
- Un componente “omologato” non è automaticamente legale se installato in modo non conforme (es. DB killer rimosso, LED su faro alogeno).
- Le sanzioni per la revisione scaduta sono severe e includono il fermo del veicolo e la potenziale rivalsa dell’assicurazione in caso di incidente.
5 controlli di manutenzione ordinaria da fare ogni sabato mattina in 10 minuti
Superare la revisione non dipende solo dalle modifiche, ma anche dallo stato di manutenzione generale del veicolo. Molte bocciature derivano da problemi banali che potrebbero essere risolti con pochi minuti di attenzione. Non serve essere meccanici esperti. Adottare una routine di controllo settimanale è il modo migliore per mantenere la moto sicura e arrivare preparati all’appuntamento con la revisione. Si tratta di un piccolo investimento di tempo che ripaga ampiamente, evitando fermi moto e spese impreviste.
Il primo controllo è quello dei liquidi. In pochi secondi puoi verificare il livello dell’olio motore dalla finestrella di ispezione e i livelli del liquido freni nelle rispettive vaschette. Un livello basso è un campanello d’allarme. Successivamente, passa alle luci: verifica che anabbaglianti, abbaglianti, luci di posizione, stop (azionato da entrambe le leve) e frecce funzionino correttamente. Una lampadina bruciata è una delle cause di bocciatura più stupide e comuni. Controlla poi l’usura degli pneumatici: il limite di legge per il battistrada è di 1 mm per i motocicli, ma guidare con gomme così consumate è già pericoloso. Verifica anche la pressione, che influisce su tenuta e frenata.
Infine, fai un’ispezione visiva per cercare eventuali perdite di liquidi. Cerca tracce di olio sui foderi delle forcelle (paraoli andati), sul motore o trasudazioni di liquido refrigerante. Una piccola trasudazione può essere tollerata, ma una goccia che cade a terra è bocciatura certa. Infine, controlla il gioco della catena: un’escursione di 20-30 mm nel punto centrale è in genere il valore corretto. Una catena troppo tesa o troppo lasca è pericolosa e denota scarsa manutenzione. Questi cinque controlli, eseguiti regolarmente, non solo ti salveranno in sede di revisione, ma renderanno la tua guida più sicura ogni giorno.
Ora che conosci la logica del revisore e i punti critici, il passo successivo è applicare questi controlli metodicamente. Inizia oggi stesso a preparare la tua moto per superare la revisione al primo colpo, senza sorprese.
Domande frequenti su Perché le moto vengono bocciate alla revisione: i 3 problemi allo scarico più comuni
Quanto deve essere profondo il battistrada per passare la revisione?
Il battistrada deve avere una profondità minima di 1mm per i motocicli e 0,5mm per i ciclomotori su tutta la superficie di rotolamento.
Cosa controlla il revisore per primo?
Il revisore controlla prima i documenti e il numero di telaio, poi passa all’ispezione visiva di luci, specchietti, stato generale del veicolo.
Una piccola perdita d’olio boccia la revisione?
Una trasudazione può essere tollerata, ma una goccia visibile significa bocciatura certa per motivi di sicurezza.