Pubblicato il Maggio 10, 2024

Affrontare il traffico in moto superando le auto in colonna è una pratica diffusa ma piena di incertezze legali e pericoli. Il Codice della Strada non la vieta esplicitamente, ma la giurisprudenza tende a penalizzare il motociclista in caso di incidente. La vera soluzione non risiede tanto nell’interpretare la legge, quanto nell’adottare uno stile di guida proattivo, basato sulla previsione del rischio e sulla gestione dello spazio, per trasformare l’agilità della moto in un vantaggio sicuro e non in un azzardo.

Ogni giorno, per migliaia di pendolari in moto e scooter, la scena è la stessa: un muro rosso di fanali posteriori che si estende a perdita d’occhio. La tentazione, o meglio, la necessità di sfruttare l’agilità delle due ruote per “risalire” la colonna e guadagnare tempo prezioso è quasi istintiva. Eppure, questa manovra si svolge in una sorta di limbo, un’area grigia dove si mescolano abitudine, rischio e incertezza normativa. È legale? Cosa succede se un’auto apre la portiera all’improvviso? Qual è la vera differenza tra un motociclista abile e uno semplicemente imprudente?

Molti si limitano a consigliare una generica “massima prudenza”, una raccomandazione tanto ovvia quanto inutile di fronte alla complessità del traffico urbano. Si citano articoli del Codice della Strada, spesso senza calarli nella realtà dinamica di una coda. Ma se la chiave per sopravvivere e prosperare nello slalom quotidiano non fosse solo una questione di legalità, ma una vera e propria disciplina mentale? Se la sicurezza non dipendesse dal diritto di passare, ma dalla capacità di prevedere le intenzioni altrui e di creare costantemente il proprio corridoio di sicurezza?

Questo articolo abbandona le platitudini per offrirti una prospettiva diversa. Non ci limiteremo a esaminare cosa dice la legge, ma ti forniremo gli strumenti per sviluppare una guida proattiva. Analizzeremo le situazioni più rischiose, dall’apertura improvvisa di una portiera all’attraversamento dei binari bagnati, trasformandole in scenari prevedibili e gestibili. L’obiettivo è chiaro: smettere di subire il traffico e iniziare a leggerlo, per arrivare a destinazione non solo prima, ma soprattutto, interi.

Per navigare con consapevolezza tra le insidie e le opportunità del traffico cittadino, abbiamo strutturato questa guida in otto punti focali. Dalle regole non scritte alle tecniche di guida più raffinate, ogni sezione è un passo verso una maggiore sicurezza e padronanza del mezzo.

Arrivare in prima linea al semaforo rosso: è un diritto o un abuso?

La risalita della colonna per posizionarsi davanti a tutti al semaforo è forse la manovra più emblematica del motociclista urbano. Ma è legale? Il Codice della Strada non contiene una norma che vieti esplicitamente il superamento di veicoli fermi o in lento movimento all’interno della stessa corsia. Tuttavia, questa assenza non equivale a un’autorizzazione. La manovra si colloca in un’area grigia normativa, dove l’interpretazione è lasciata alla giurisprudenza e alle forze dell’ordine.

Il punto cruciale è la responsabilità in caso di sinistro. Diverse sentenze hanno stabilito un principio fondamentale: secondo la Suprema Corte, il conducente della moto che supera le auto incolonnate è corresponsabile di un eventuale incidente, ad esempio con un veicolo che cambia corsia o con una portiera che si apre. Questo perché, eseguendo tale manovra, il motociclista si assume un rischio supplementare e crea una situazione di potenziale pericolo non sempre prevedibile per gli altri utenti.

Pertanto, più che un “diritto”, la risalita della colonna è una concessione basata sulla tolleranza e sul buon senso. Non si tratta di affermare una precedenza, ma di eseguire una manovra con una consapevolezza del rischio elevatissima. La velocità deve essere minima (passo d’uomo), la distanza laterale dagli specchietti generosa e l’attenzione massima. È un’azione che richiede un’autovalutazione costante delle proprie capacità e dei rischi ambientali.

Piano d’azione: audit della tua guida nel traffico

  1. Mappatura dei rischi: Elenca tutti i punti critici del tuo tragitto quotidiano (semafori, incroci complessi, code improvvise) dove tendi a effettuare lo slalom.
  2. Analisi delle manovre: Inventaria onestamente le tue abitudini di guida in quelle situazioni (velocità di risalita, distanza laterale, uso di indicatori e clacson).
  3. Confronto con le norme: Valuta la coerenza delle tue abitudini con i principi di prudenza del Codice della Strada (art. 140) e le potenziali conseguenze legali.
  4. Gestione dello stress: Analizza le tue reazioni emotive (fretta, impazienza, rabbia) quando sei bloccato nel traffico e come queste influenzano le tue decisioni.
  5. Piano di miglioramento: Definisci 2-3 azioni correttive concrete da applicare da subito (es: “riduco la velocità di risalita a passo d’uomo”, “aumento la distanza dagli specchietti a 50 cm”).

In definitiva, la domanda non è se sia un diritto o un abuso, ma se si possiede la competenza per trasformare un rischio in un passaggio sicuro. La risposta sta nella padronanza del mezzo e, soprattutto, nella lettura proattiva dell’ambiente circostante.

Come prevedere l’apertura di una portiera in colonna ferma?

L’apertura improvvisa di una portiera è uno degli incubi peggiori per un motociclista che si muove tra le auto in coda. È un evento quasi istantaneo che lascia pochissimo margine di reazione. Tuttavia, “imprevedibile” non significa “inevitabile”. La chiave è passare da una guida reattiva a una guida predittiva, imparando a leggere i segnali deboli che precedono l’azione. L’abitacolo di un’auto ferma non è una scatola nera; è un micro-ambiente che comunica.

Il primo passo è sviluppare una “mappatura del rischio” visiva. Bisogna allenare lo sguardo a non fissare il varco tra le auto, ma a scansionare l’interno dei veicoli. Cerca di intravedere la sagoma del conducente: sta guardando lo smartphone o si sta muovendo? La sua testa è girata? Sta cercando qualcosa sul sedile del passeggero? Questi movimenti spesso precedono l’apertura dello sportello. Un altro indicatore fondamentale sono gli specchietti retrovisori delle auto stesse: un conducente che sta per scendere istintivamente controlla lo specchietto un attimo prima di aprire. Questo “dialogo non verbale” è un’informazione preziosissima. In questo contesto, il drastico aumento delle vittime su due ruote, con un +13,1% di incidenti mortali nel 2024 rispetto all’anno precedente, impone un livello di attenzione ancora più elevato.

Dettaglio ravvicinato di un motociclista che controlla gli specchietti delle auto in coda

Come mostra l’immagine, la tua attenzione deve essere focalizzata sui dettagli che gli altri ignorano. La posizione stessa del veicolo può essere un indizio: un’auto accostata in doppia fila o un taxi fermo hanno una probabilità molto più alta di aprire una portiera rispetto a un’auto al centro della carreggiata. Ricorda che la legge è dalla tua parte, ma non ti proteggerà dall’impatto. Come recita il Codice della Strada:

Il conducente che intende scendere dal veicolo, prima di aprire lo sportello, deve controllare che non arrivino ciclisti o motociclisti

– Codice della Strada, Quiz Patente – La Patente di Guida

La tua sicurezza non dipende dalla prudenza dell’automobilista, ma dalla tua capacità di anticipare la sua imprudenza. Mantieni sempre una via di fuga e una velocità che ti consenta un arresto di emergenza nello spazio visibile.

Angolo di incidenza: come passare sui binari bagnati senza cadere?

I binari del tram, soprattutto se bagnati o umidi, sono una delle superfici più insidiose per un motociclista. La combinazione di metallo liscio e acqua riduce drasticamente l’aderenza, trasformando una manovra banale in una potenziale caduta. Il segreto per attraversarli in sicurezza risiede nella comprensione della fisica e nell’applicazione di una tecnica precisa, basata sul concetto di angolo di incidenza.

L’errore più comune è attraversare i binari con un angolo molto stretto, quasi parallelamente ad essi. In questa situazione, la ruota anteriore percorre un tratto più lungo sulla superficie a bassa aderenza, aumentando esponenzialmente la probabilità di perdere aderenza e di “chiudere” lo sterzo. La regola d’oro è quindi quella di massimizzare l’angolo di incidenza, cercando di tagliare i binari in modo il più possibile perpendicolare (vicino ai 90 gradi). Questo minimizza il tempo di contatto della gomma con il metallo e riduce le forze laterali che possono innescare la scivolata.

Oltre all’angolo, la gestione della dinamica del veicolo è fondamentale. Frenate, accelerazioni o cambi di direzione bruschi sono assolutamente da evitare mentre le ruote sono sul metallo. La manovra deve essere preparata in anticipo, mantenendo un’andatura costante e il corpo rilassato. La rigidità si trasmette al manubrio, peggiorando la stabilità. Per attraversare i binari del tram in sicurezza, specialmente in condizioni di bagnato, segui questi passaggi:

  • Scalare una o due marce prima dell’attraversamento per avere maggiore reattività e controllo del motore a bassi regimi.
  • Mantenere una traiettoria il più possibile perpendicolare ai binari per ridurre il tempo di contatto.
  • Evitare assolutamente frenate o accelerazioni brusche mentre le ruote sono sul metallo bagnato.
  • Mantenere il corpo rilassato e le braccia morbide sul manubrio per assorbire le imperfezioni senza irrigidire la guida.
  • Aumentare la distanza di sicurezza dal veicolo che precede prima e dopo l’attraversamento.

In sintesi, i binari non sono un ostacolo da temere, ma un elemento del percorso che richiede rispetto e una tecnica specifica. Preparazione, angolo corretto e fluidità di guida sono gli ingredienti per trasformare un punto critico in un semplice passaggio.

L’errore di infilarsi in spazi troppo stretti tra due autobus

L’agilità della moto invita a sfruttare ogni varco, ma non tutti gli spazi sono uguali. Infilarsi nel corridoio creato da due veicoli ingombranti, come due autobus fermi nel traffico, è uno degli errori più pericolosi che un motociclista possa commettere. Questo scenario combina tre fattori di rischio letali: spazio di manovra quasi nullo, angoli ciechi enormi per entrambi gli autisti e il potenziale movimento improvviso di mezzi pesanti.

Il problema principale è la mancanza di vie di fuga. Una volta entrato in quel tunnel di lamiera, sei in trappola. Se uno degli autobus si sposta anche di pochi centimetri, o se un pedone attraversa sbucando dal davanti di uno dei mezzi, non hai letteralmente spazio per reagire. La tua capacità di sterzare o frenare efficacemente è annullata. È un errore di valutazione che nasce da un’eccessiva fiducia nella propria abilità e da una scarsa intelligenza spaziale, ovvero la capacità di percepire correttamente le dimensioni e le traiettorie dei veicoli circostanti. Questo tipo di errore contribuisce al tragico bilancio degli incidenti stradali: secondo il rapporto ACI-Istat, nel 2024 ci sono state 830 vittime tra i motociclisti, con un aumento del 13,1% rispetto all’anno precedente.

Vista aerea di uno spazio angusto tra due autobus fermi nel traffico cittadino

La vista dall’alto rende evidente la trappola. Gli autisti degli autobus, seduti in posizione rialzata e avanzata, hanno un angolo cieco laterale e posteriore vastissimo, dove una moto scompare completamente. Confidare nel fatto che ti abbiano visto è un azzardo inaccettabile. Inoltre, i mezzi pesanti hanno movimenti meno fluidi: una piccola correzione di sterzo da parte dell’autista si traduce in un ampio spostamento della fiancata o della coda del bus.

La regola è semplice e non ammette eccezioni: se lo spazio tra due veicoli pesanti non ti permette di avere almeno un metro di “aria” per lato e una chiara via di fuga frontale, non entrare. L’attesa di pochi secondi vale infinitamente di più del rischio di rimanere schiacciato. La vera abilità non sta nell’infilarsi ovunque, ma nel sapere quando non farlo.

Quando le moto possono circolare nelle corsie bus/taxi e quando è vietato

Le corsie preferenziali, dedicate a bus e taxi, rappresentano una grande tentazione per i motociclisti bloccati nel traffico. Percorrerle può significare un risparmio di tempo enorme, ma le regole che ne disciplinano l’accesso sono tutt’altro che uniformi sul territorio nazionale. La possibilità per le moto di utilizzare queste corsie dipende esclusivamente dalle ordinanze dei singoli Comuni.

Non esiste una legge nazionale che autorizzi o vieti in modo generalizzato il transito dei motocicli sulle corsie preferenziali. Ogni Comune ha facoltà di decidere. Città come Roma o Genova, ad esempio, in molte delle loro corsie consentono il transito a moto e scooter, segnalandolo con apposita segnaletica. Altre città, come Milano, sono molto più restrittive e generalmente vietano l’accesso, salvo eccezioni specifiche. Questa frammentazione normativa rende indispensabile informarsi localmente per evitare sanzioni salate e la decurtazione di punti dalla patente. Affidarsi all’abitudine o a “quello che fanno tutti” è il modo più rapido per incorrere in una multa.

La segnaletica è la fonte di verità. Un cartello di “corsia riservata” con i pittogrammi di bus e taxi senza quello della moto indica un divieto assoluto. Se il pittogramma della moto è presente, l’accesso è consentito. Attenzione anche ai pannelli integrativi che possono specificare limitazioni orarie o distinguere tra “corsia preferenziale” (generalmente più permissiva) e “corsia riservata” (più esclusiva). Per non sbagliare, è essenziale un approccio metodico:

Checklist: come verificare se puoi usare una corsia preferenziale

  1. Consulta il sito web del Comune: Cerca la sezione mobilità o polizia locale per trovare le ordinanze specifiche sul transito nelle corsie preferenziali.
  2. Osserva la segnaletica verticale: Prima di imboccare la corsia, controlla attentamente il cartello. La presenza del pittogramma della moto è l’unica autorizzazione valida.
  3. Leggi i pannelli integrativi: Verifica la presenza di eccezioni, come limitazioni valide solo in certi orari o giorni della settimana.
  4. Distingui i segnali: Impara la differenza tra il segnale blu tondo (obbligo, “corsia riservata”) e quello blu quadrato (indicazione, “corsia consigliata” o preferenziale), che possono avere regole diverse.
  5. Nel dubbio, non entrare: Se la segnaletica è ambigua, danneggiata o assente, la regola più sicura è considerare la corsia come vietata.

Ignorare queste differenze locali è un rischio inutile. Un motociclista consapevole non dà per scontato il permesso, ma lo verifica, dimostrando rispetto per le regole e proteggendo il proprio portafoglio e la propria patente.

Quando è consentito superare a destra nel traffico congestionato?

La regola generale del Codice della Strada è inequivocabile: il sorpasso si effettua a sinistra (Art. 148). Tuttavia, lo stesso articolo prevede delle eccezioni specifiche, che diventano particolarmente rilevanti nella guida in condizioni di traffico intenso o congestionato. Comprendere queste eccezioni è fondamentale per muoversi con fluidità e nel rispetto della legge, evitando manovre azzardate e sanzioni.

La principale eccezione che consente il sorpasso a destra è chiaramente definita dal comma 7 dell’articolo 148: è permesso quando il conducente del veicolo che si intende superare ha segnalato l’intenzione di svoltare a sinistra e ha già iniziato la manovra spostandosi verso il centro della carreggiata. In questa circostanza, superare a destra diventa non solo lecito ma anche logico, a patto che ci sia lo spazio sufficiente per farlo in sicurezza. Un’altra situazione comune è quella del tram: se questo non circola su una sede stradale riservata, può essere superato a destra quando la larghezza della carreggiata a destra lo consenta.

E nel caso di una colonna ferma o in lento movimento? Qui la situazione si fa più complessa. Se i veicoli sono incolonnati su più file parallele e la circolazione nella corsia di destra è più veloce di quella di sinistra, non si parla tecnicamente di “sorpasso”, ma di “superamento”. Questa manovra è lecita. Tuttavia, zigzagare tra una corsia e l’altra per guadagnare posizioni è considerato sorpasso irregolare. Se invece si rimane nella stessa corsia, superando a destra veicoli fermi, si rientra nell’area grigia della risalita della colonna, dove la prudenza è d’obbligo. È importante notare che effettuare un sorpasso illegale, ad esempio invadendo la corsia opposta in condizioni non permesse, può portare a una sanzione da 167 a 665 euro e la sospensione della patente.

In conclusione, il sorpasso a destra non è un tabù, ma una manovra regolata da condizioni precise. La chiave è saper distinguere tra un sorpasso consentito, un superamento lecito e una manovra vietata, agendo sempre con la massima attenzione e nel rispetto dello spazio altrui.

Come incrociare i bus turistici senza finire contro il muro?

Incrociare un veicolo di grandi dimensioni, come un bus turistico, su una strada stretta, magari in curva o in un centro storico, è una situazione ad alto rischio. La stazza del bus lo costringe a una traiettoria “larga”, invadendo spesso la corsia opposta per completare la manovra. Per un motociclista, che si trova improvvisamente con lo spazio vitale ridotto a zero, l’istinto può essere quello di stringere verso il margine destro, rischiando di finire contro un muro, un marciapiede o un ostacolo.

La strategia di sopravvivenza in questo scenario si basa su due pilastri: anticipazione e posizionamento proattivo. Invece di subire la traiettoria del bus, devi prevederla e agire di conseguenza. Avvicinandoti a una curva cieca o a una strettoia, la tua prima azione deve essere ridurre drasticamente la velocità. La seconda è posizionarti non al centro della tua corsia, ma leggermente spostato verso la linea di mezzeria. Questo posizionamento, apparentemente controintuitivo, ti offre due vantaggi cruciali: ti rende più visibile per l’autista del bus e ti concede una via di fuga verso il lato destro della tua corsia, che hai volutamente lasciato libero.

Quando il bus appare, osserva le sue ruote anteriori: ti diranno con largo anticipo dove si sta dirigendo. Se vedi che sta allargando, non farti prendere dal panico. Rallenta ulteriormente o fermati, e utilizza lo spazio che ti sei creato a destra per accostare in sicurezza. L’obiettivo non è passare a tutti i costi, ma gestire l’incrocio senza conflitti. Come spiegano spesso gli esperti di guida sicura, tra cui i campioni delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, gran parte della sicurezza attiva deriva dalla capacità di prevedere gli scenari critici e posizionarsi per neutralizzarli in anticipo.

Incrociare un bus non deve essere un evento stressante. Con la giusta preparazione mentale, una velocità adeguata e un posizionamento strategico, diventa una semplice interazione stradale, gestita con intelligenza e professionalità.

Da ricordare

  • La risalita delle colonne in moto si muove in un’area grigia legale: la responsabilità in caso di incidente ricade spesso sul motociclista.
  • La sicurezza non deriva dal diritto di passare, ma dalla capacità di sviluppare una guida predittiva, leggendo i segnali deboli degli altri veicoli.
  • Il contesto è tutto: la legalità e la sicurezza di una manovra cambiano drasticamente in base alle ordinanze comunali, al tipo di strada e alle dimensioni dei veicoli circostanti.

Guidare la moto a Napoli: le 5 regole non scritte per i turisti del nord

Guidare una moto a Napoli è un’esperienza immersiva, un balletto caotico che a un occhio esterno può sembrare pura anarchia. Per un motociclista abituato al traffico più ordinato del nord Italia, l’impatto può essere scioccante. Eppure, sotto la superficie del caos, esistono delle regole non scritte, un codice di comunicazione e comportamento che permette al flusso di non fermarsi mai. Capirle è la chiave non solo per sopravvivere, ma per godersi una delle esperienze di guida urbana più autentiche al mondo.

La prima regola è l’accettazione del flusso: non cercare di imporre le tue regole, ma muoviti in armonia con gli altri. La seconda è il contatto visivo: un cenno della testa o uno sguardo valgono più di una freccia. La terza è l’uso del clacson come strumento di comunicazione, non di aggressività: un colpo breve significa “ci sono”, due significano “attenzione”, quello lungo è per le vere emergenze. La quarta è la gestione dello spazio laterale: a Napoli lo spazio personale è ridotto, e devi abituarti a una prossimità che altrove sarebbe impensabile, mantenendo però sempre una via di fuga. La quinta, e forse la più importante, è la prevedibilità: fai mosse fluide e prevedibili, perché gli altri si aspettano che tu ti comporti “da napoletano”.

Prospettiva soggettiva di un motociclista nel traffico napoletano intenso

Questo non significa guidare senza regole. Le norme del Codice della Strada valgono anche qui, ma sono interpretate con una flessibilità che privilegia la fluidità della circolazione. Lo slalom, ad esempio, pur essendo tecnicamente vietato, è una pratica tollerata se eseguita con intelligenza e a bassa velocità. La vera sfida per il “turista” è capire quando questa flessibilità è concessa e quando invece si sta superando il limite.

Per chi arriva da fuori, comprendere questo ecosistema stradale unico è il primo passo per integrarsi senza creare pericoli per sé e per gli altri.

Inizia da oggi a guidare in modo proattivo: ogni coda superata non è una vittoria, ma un esercizio di intelligenza stradale. Osserva, impara, adattati e scoprirai che anche nel traffico più intenso c’è una logica. La tua sicurezza e il tuo divertimento dipendono dalla tua capacità di decifrarla.

Domande frequenti su Sorpassare le auto in coda: cosa dice la legge sullo slalom nel traffico ?

È legale fare slalom tra le auto ferme?

Chi guida una moto non può fare lo slalom (ossia passare a zig zag) tra i veicoli fermi al semaforo. La risalita della colonna all’interno della stessa corsia è una pratica tollerata ma non esplicitamente permessa, che espone a corresponsabilità in caso di incidente.

Qual è l’atteggiamento giusto nel traffico napoletano?

L’atteggiamento corretto consiste nel muoversi in armonia con il flusso del traffico, senza imporre le proprie abitudini. È fondamentale mantenere il contatto visivo con gli altri conducenti per comunicare le proprie intenzioni e utilizzare il clacson come uno strumento di dialogo, non di protesta.

Come interpretare l’uso del clacson a Napoli?

A Napoli, il clacson ha un suo linguaggio specifico. Un colpetto breve e leggero è un saluto o un avviso amichevole del tipo “sto arrivando, ti ho visto”. Due colpi brevi indicano una maggiore necessità di attenzione, come “attenzione, sto passando in uno spazio stretto”. Il colpo lungo e insistente è invece riservato, come altrove, alle vere infrazioni o a situazioni di pericolo immediato.